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sabato 13 febbraio 2010

Da quando è arrivata la primavera

Allora, inizio io...
...era primavera e la Pina era magnifica e discretamente sbronza, ma entrambe le cose sono abbastanza consuete da non aver bisogno di essere sottolineate.
Si era ad una delle magnifiche feste del Presidio (la tanto amata ex residenza regale della Pina), presidio tanto affollato e impiastricciato di sangria e ginlemon da risultare piu' vicino ad un girone dantesco che ad un appartamento di pacifici e mansueti studenti fuorisede.

Insomma era un delirio, cari bambini.

Per dire...consultando la rassegna stampa dell'epoca, ecco cosa vi recupero:
"Bertolaso ci ha recentemente comunicato che la gestione della situazione non era adeguata, la questura che eravamo tre gatti e il pd che comunque anche se eravamo tanti questo non era un buon motivo per sfottere i dirimpettai...il Commesso Viaggiatore invece ha calcolato i presenti-tutti censiti con post-it dalla sottoscritta-in numero di cento, centoventi, basandosi sul famoso algoritmo di fernet."
Giá detto che era un delirio?
Beh, era un delirio anche nel mio piccolo e casto cuoricino in quel periodo.

Per cui, quando a mezzanotte, sprovvista di scarpetta regolamentare e pure di cavallo bianco e quindi ASSOLUTAMENTE NON A NORMA, ha fatto il suo ingresso stortignaccolo e splendente la falegnocca, cosa puo' essere successo?
Dite che nel casino generale non l'ho manco cagata?
Che ci ho fatto due chiacchiere di striscio sbiascicando?
O che invece,pur non avendola mai vista, il delfino mi avesse piazzata proprio di fronte alla porta mentre varcava la soglia di casa?

Chi ha votato per l'opzione tre ha appena vinto un orsacchiotto di ghisa, gusto fragola.
Esatto, io le ho aperto la porta, magnifica come solo io posso essere dopo 4 ore di danze e bicchieri, e appena si è levata sciarpa e cappello...SBADABAM!la nostra è capitolata, come la piu' sbarba delle lontre da latte, manco fosse la prima donna che vedeva.
Tzè.
In preda ad un raptus- o forse un lapis- di origine sconosciuta pare che abbia sfoderato al massimo la mia tecnica oratoria e l'abbia stordita di chiacchiere e vino e che ben presto la Falegnocca sia caduta ai miei piedi, fors'anche grazie all'aiuto dell' Uomo Leccafaccia, che ha cercato di accoppiarci appena ci ha viste,con ripetuti incitamenti al limone selvaggio.
Ricordo che la Falegnocca ha risposto "Grazie mille ma facciamo da sole, ecco"

Probabilmente di fronte a questa dimostrazione di fermezza e audacia il mio cervello s'è fritto del tutto.

Ci emme qu, qualche minuto dopo, complice il terrazzo, abbiamo effettivamente fatto da sole (ohilá che pensate, si parla di un casto bacio)
E poi abbiamo continuato da sole direi, ecco.
E ho imparato un sacco di cose, fatto un sacco di viaggi, mentali e non, e pian piano le mie seghe mentali stanno diventando saghe, il che, vi dirò, mi pare molto bello.

E in confidenza un'altra cosa ve la voglio raccontare: che non avrei mai pensato di trovare qualcuno che pur riconoscendo e apprezzando pazzescamente quello che sono, avesse anche la lucidità di riconoscere il fatto che a volte sono molto simile ad una bambina che gioca con la lente d'ingrandimento e le formiche.
E che questa lucidità la usasse per guardarmi sorridendo, invece di scappare a gambe levate.

Nella prossima puntata, LaGina e D'artagnan!

Buona domenica a tutti voi!

domenica 31 gennaio 2010

AggiornamentoAns(i)a

Orbene ...

LA GINA:
1) ha lasciato Bologna
2) vive a Venezia
3) dopo una serie di incontri ... hem ... imbarazzanti, sta insieme a D'Artagnan
4) non ha perso peso
5) NON le sono aumentate le tette
6)parla ormai un fluido inglese
7)ha fatto pace con l'arte contemporanea(probabilmente grazie allo spritz veneziano)
8) ha iniziato a bere birra

LA PINA:
1) vive ancora a Bologna
2) ma ha cambiato casa (come dice lei"ora è guasta")
3) ha sempre i capelli buffi
4) è sempre egocentrica
5) è sempre meravigliosa
6) è sempre una divinitá
PINA, MOLLA LA TASTIERA!!!!!!!
La Gina ha scritto quanto sopra tutto da sola mentre io fumavo con aria affascinante, ovviamente
-si, ma comunque eri d'sccordo, quindi valecome se l'avessi scritto tu (Gina)
tornando a noi
7) si è convertita al buddismo
8) dopo diverse peripezie nel favoloso mondo delle lontre, ha incontrato una falegnocca

A questo punto dichiaro apert le votazioni per decidere quale dei suddetti punti (uno per laGina e uno per laPina) volete conoscere piu' approfonditamente.
P.S. è vietato votare per i punti 4-5-6 della Pina ...

lunedì 25 gennaio 2010

Orpo...

...se n'è passato di tempo!
Bellino sto blogghino....
Chissá, forse dovremmo raccontarvi cos'è successo alla Gina e alla Pina in questo frenetico anno...
attendiamo che ci scongiuriate in ginocchio(basta anche un cenno conla testa,anche distratto, mentre vi levate la sciarpa...)

mercoledì 7 gennaio 2009

"Tutti i Salmi Finiscono in Gloria" (Nonna M.)

La prima volta che la nonna M. vide nonno V., aveva 14 anni ed era affacciata al balcone di casa.
Lui era un diciassettenne alto, moro, con gli occhi grigi spruzzati di verde e un paio di maliardissimi baffi alla Cary Grant.
Insomma, era un figo della madonna.
Mia nonna, che aveva si un meraviglioso paio di occhi blu cobalto e i capelli neri ma era alta si e no quanto una damigiana da vino, sospirò languidamente e annunciò in maniera solenne e pomposa-com'era peraltro sua meravigliosa abitudine-che avrebbe sposato quello lì, il figlio del Giovanni, e solo quello lì.
Il trisavolo, rispondente al conturbante nome di Melchisedek -giuro.siamo sempre stati un po' eccentrici in famiglia, ve l'ho detto-espresse allora la sua perplessità.
Dopotutto M. aveva già un bel numero di pretendenti, avrebbe fatto meglio a pensare a quelli invece che a quel V. là, che era un bravo ragazzo va bene, ma aveva un sacco di cose per la testa e non gli sembrava il tipo giusto.
Nonna M., dimostrando già allora la caparbietà e lo humour che l'avrebbe resa immortale anche in quel di Buenos Aires (ma questa è un altra storia), rispose che magari non era un fiore di ragazza ma un fiore di zucca si e che lei SOLO LEI ,quello là, lo avrebbe impalmato.
(la frase esatta per i conoscitori del veneto estremo è "no sarò un fior de tosa, ma un fior de zuca si!")
La nonna sapeva che non sarebbe stata facile impresa e dunque si dispose ad aspettare: lui era infatti un uomo fatto, era molto ambizioso e spesso partiva per luoghi esotici, tipo Genova, per frequentare strani corsi.
Non fosse già abbastanza ci si mise di mezzo pure la guerra ("ah, fia mia benedetta, la guerra combina strane cose alla gente!")e nonno, il giorno dell'armistizio,avvertito come molti dal prete, si diede alla macchia, diventando partigiano con lo splendido nome di battaglia di Argo.
Nonna M. nel frattempo, idealmente vicina al suo amore indifferente, e desiderosa di fare qualcosa ospitava nella grande casa di famiglia paracadutisti inglesi e americani e con la sua ENORME famiglia cercava di salvare il maggior numero di persone le riuscisse dal delirio del conflitto.
Ogni tanto le arrivava notizia delle imprese al limite della follia di nonno che la inquietavano parecchio: della volta in cui le raccontarono di lui che scappava in bicicletta dopo aver mandato al creatore due nazisti ad un posto di blocco diceva spesso che a momenti al camposanto ci andava pure lei.
Per la faccenda della bicicletta, sosteneva.

Grazie a dio non solo le cose belle ma anche quelle brutte finiscono.
Arrivò dunque anche la fine della guerra, che li vide vivi, con tutti i pezzi originali e in discreta forma e quel punto Nonna iniziò a rimuginare piani su piani.

Ma zac!ancora una volta Nonno riuscì a scombinarglieli...se ne andò in Svizzera, l'irrequieto.
E narra la leggenda che, in una scena di sapore OHariano, lui passò sotto il balcone a cui lei era affacciata, mentre andava a prendere il treno. E non la salutò.
Stoicismo?Machismo?Paura di mostrare fragilità?
No, semplicemente non gli era proprio venuto in mente. Siamo geneticamente distratti, in famiglia.
eheh

E cosa fece mia nonna?Pianse?Minacciò di buttarsi di sotto?Lo rincorse?Macchè!
Si girò verso la madre, che le disse "Va là,non piangere che non ti merita"
....E nonna:
"Macchè piangere, è mezzogiorno, adesso mangio, che poi per piangere ho tutto il tempo che voglio"
Siamo anche geneticamente dotati di un discreto sense of humour.
Andò a mangiare e ancora decise che lo avrebbe aspettato, chè in quell'uomo aveva visto qualcosa di irrepetibile.
Il suo futuro.
Mica polenta e zucchero.

Ah, ma poi lui tornò.
Oh se tornò.
E indovinate?Quando ormai il bisnonno disperava di riuscire a sbolognare quella figlia ormai trentenne (un discreto scandalo, per l'epoca), si sposarono.
E nonna si cambiò due volte d'abito e quello per la cena, ci teneva molto a ripeterlo a tutti, era uno splendido vestito blè (colore che esisteva solo in quegli anni, immagino) e lei era proprio "Un fior de tosa, stella santa...e tuo nonno...oh, tesoro mio, tuo nonno era così bello che quasi non ci credevo fosse finalmente mio"

E in un turbinio incredibile di fatti, storie, figli, nuore e nipoti sono stati insieme fino al 2006, quando nonna M., d'improvviso e senza rumore, si è portata le sue squillanti risate e i suoi abbracci morbidi e dolcissimi in cielo.
E sono stati insieme di un amore assoluto e totale, fino all'ultimo.Sempre insieme, bisticciavano, facevano pace, lei lo rincorreva per casa per rassettargli la camicia, lui la prendeva in giro e poi l'abbracciava.
Ricordo mio nonno che le portava le rose rosse in ospedale, ogni giorno, elegantissimo "Perchè vado a trovare mia moglie, mica ci vado in maniche di camicia"

Un mese fa Nonno V. mi stava raccontando che a guardarsi indietro, quasi non gli sembrava di averla vissuta lui quella vita.
"E' stata una vita così bella, così piena e me la sono goduta talmente tanto che...beh è stata proprio la vita che avrei voluto avere, tesoro mio.Ah e ne ho combinate tante...specie quand'ero in Svizzera..Ma poi no, eh!-e qui aveva alzato un dito, imperioso-Dopo il matrimonio, no, solo tua nonna ho avuto in testa"
Qualche secondo dopo..
"E tu tesoro?Quando mi presenti il moroso?Ah, tranquilla, ti voglio bene lo stesso anche se sei grande.Ma trovatene uno come si deve.Come tua nonna per me."
E io sono fermamente decisa a non contraddirlo, specie ora che anche lui ha raggiunto la donna della sua vita che da due anni lo aspettava.

Mi piace pensarli insieme, ovunque siano, che si guardano e si raccontano un sacco di storie.
Ai miei nonni M e V, che mi hanno insegnato il potere magico della parola, l'eccezionale valore dei sorrisi e della gentilezza, il lato buffo delle cose.
Al loro straordinario folle amore reciproco e per il mondo, al loro pazzesco amore per la famiglia.
Che la terra vi sia lieve, grazie di far parte della mia vita.

20-01-1924 16-03-1927
27-12-2008 24-12-2006