Allora, inizio io...
...era primavera e la Pina era magnifica e discretamente sbronza, ma entrambe le cose sono abbastanza consuete da non aver bisogno di essere sottolineate.
Si era ad una delle magnifiche feste del Presidio (la tanto amata ex residenza regale della Pina), presidio tanto affollato e impiastricciato di sangria e ginlemon da risultare piu' vicino ad un girone dantesco che ad un appartamento di pacifici e mansueti studenti fuorisede.
Insomma era un delirio, cari bambini.
Per dire...consultando la rassegna stampa dell'epoca, ecco cosa vi recupero:
"Bertolaso ci ha recentemente comunicato che la gestione della situazione non era adeguata, la questura che eravamo tre gatti e il pd che comunque anche se eravamo tanti questo non era un buon motivo per sfottere i dirimpettai...il Commesso Viaggiatore invece ha calcolato i presenti-tutti censiti con post-it dalla sottoscritta-in numero di cento, centoventi, basandosi sul famoso algoritmo di fernet."
Giá detto che era un delirio?
Beh, era un delirio anche nel mio piccolo e casto cuoricino in quel periodo.
Per cui, quando a mezzanotte, sprovvista di scarpetta regolamentare e pure di cavallo bianco e quindi ASSOLUTAMENTE NON A NORMA, ha fatto il suo ingresso stortignaccolo e splendente la falegnocca, cosa puo' essere successo?
Dite che nel casino generale non l'ho manco cagata?
Che ci ho fatto due chiacchiere di striscio sbiascicando?
O che invece,pur non avendola mai vista, il delfino mi avesse piazzata proprio di fronte alla porta mentre varcava la soglia di casa?
Chi ha votato per l'opzione tre ha appena vinto un orsacchiotto di ghisa, gusto fragola.
Esatto, io le ho aperto la porta, magnifica come solo io posso essere dopo 4 ore di danze e bicchieri, e appena si è levata sciarpa e cappello...SBADABAM!la nostra è capitolata, come la piu' sbarba delle lontre da latte, manco fosse la prima donna che vedeva.
Tzè.
In preda ad un raptus- o forse un lapis- di origine sconosciuta pare che abbia sfoderato al massimo la mia tecnica oratoria e l'abbia stordita di chiacchiere e vino e che ben presto la Falegnocca sia caduta ai miei piedi, fors'anche grazie all'aiuto dell' Uomo Leccafaccia, che ha cercato di accoppiarci appena ci ha viste,con ripetuti incitamenti al limone selvaggio.
Ricordo che la Falegnocca ha risposto "Grazie mille ma facciamo da sole, ecco"
Probabilmente di fronte a questa dimostrazione di fermezza e audacia il mio cervello s'è fritto del tutto.
Ci emme qu, qualche minuto dopo, complice il terrazzo, abbiamo effettivamente fatto da sole (ohilá che pensate, si parla di un casto bacio)
E poi abbiamo continuato da sole direi, ecco.
E ho imparato un sacco di cose, fatto un sacco di viaggi, mentali e non, e pian piano le mie seghe mentali stanno diventando saghe, il che, vi dirò, mi pare molto bello.
E in confidenza un'altra cosa ve la voglio raccontare: che non avrei mai pensato di trovare qualcuno che pur riconoscendo e apprezzando pazzescamente quello che sono, avesse anche la lucidità di riconoscere il fatto che a volte sono molto simile ad una bambina che gioca con la lente d'ingrandimento e le formiche.
E che questa lucidità la usasse per guardarmi sorridendo, invece di scappare a gambe levate.
Nella prossima puntata, LaGina e D'artagnan!
Buona domenica a tutti voi!
sabato 13 febbraio 2010
Da quando è arrivata la primavera
Pubblicato da LaPina alle 10:25 4 commenti
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lunedì 21 luglio 2008
In Pina Veritas
...dunque bambini, dove eravamo rimasti?
Ah si, la nostra aveva appena appoggiato lo sguardo su questo mondo e già c'era della notevole bagarre intorno a lei.
Ma prima di raccontarvi cosa successe nelle ventiquattro ore sucessive ai miei natali devo fare qualche passetto indietro e raccontarvi un paio di cosette.
Mio padre, di me, quando arrivò in ospedale, sapeva solo che ero una femmina.
Punto.
Non sapeva come mi chiamavo, quanto pesassi, se avessi due braccia oppure sei. Il motivo di tanto mistero?Potrei in effetti imputarlo al fatto che mia madre fu, come dire, piuttosto omertosa riguardo a tutta la gravidanza e si tenne per sè perfino il fatto che fossi femmina..eh, già, non chiedetemi perchè, i meandri della mente di mia madre sono perfino più contorti dei miei, anche se una mezza idea ce l'ho e ve la esporrò più in là;comunque sta di fatto che TUTTI e dico TUTTI sostenevano, non so se traendo aruspici dalla forma del pancione o interrogando i fondi del caffè, che io fossi un maschio. (Gina stai buona va là)
Mia madre ha da poco ammesso di aver passato nove mesi a sogghignare, visto che LEI e solo LEI era a conoscenza dello scabrosissimo segreto che si portava in pancia...ebbene si, sono una femmina; la cosa piuttosto buffa è che mio padre voleva una femmina e più meno anche tutto il resto della famiglia avrebbe preferito una bimba..ma mia madre no, non lo disse a nessuno, godendo dell'incommensurabile privilegio della conoscenza, lei sola, unica depositaria della verità.Se ve lo state chiedendo, no, mia madre non è un'ex agente del KGB, ma gli si avvicina molto tranne per quanto riguarda il senso dell'umorismo molto spiccato.E vi assicuro che me l'immagino benissimo mentre gode come un furetto a fare l'ignara..cara la mia mamma, sapete da chi ho preso la vena sadica, ora.
Comunque, non divaghiamo.
Colei che tutto sapeva e colui che era mezzo sbronzo avevano ovviamente discusso del nome, come si conviene in tutte le famiglie normali.
Ma a questo punto avrete capito che la mia è una famiglia DECISAMENTE fuori dall'ordinario e quindi dalle loro illuminate conversazioni erano uscite delle cose al limite del subumano. Per farvela breve, nel caso fossi stata femmina babbo voleva chiamarmi Juliette o al massimo Giulia IN ONORE DELLA SUA EX MOROSA (no non sto scherzando) e mia madre...Megan.No giusto per dire, mia madre odia i nomi stranieri innestati su un cognome italiano quindi spero che fosse una boutade dell'epoca, ma tant'è, ai posteri la faccenda deve essere tramandata il più fedelmente possibile, quindi ho il dovere di scrivere anche le cose IMBARAZZANTI..
Nel caso fossi stata un maschio invece, Lorenzo.
Avevano deciso di non complicarsi particolarmente la scelta e si erano trovati concordi sul nome, per una volta, se non per il veto di mia nonna a cui piaceva molto Filippo e della bisnonna che voleva assolutamente Riccardo.
Ah e tutto lo stuolo di zie, zii e parenti vari che aveva voluto dire la sua e non approvava nessuno dei nomi scelti dagli altri.
In effetti,a pensarci ora, io capisco MOLTO bene l'omertà di mia madre.
Inutile dirvi che io non porto nessuno di questi nomi.
Quella radiosa mattina di Giugno infatti mia madre tirò fuori l'asso dalla manica: l'incoscienza post parto.
Tecnicamente lei sostiene di averlo premeditato, visto che il nome voleva sceglierlo LEI e lei soltanto(e grazie a dio) ma penso ci sia un po' di verità quando afferma "Tesoro, ero talmente distrutta e allucinata che...beh, mi è venuta in mente la ######### di ****** e ...eccoti qua, insomma";A questo punto potete dedurre che io porto il nome di qualcuno di molto famoso all'epoca oppure di un opera d'arte, oppure di entrambe le cose, vi lascerò nel dubbio.
Detto questo, la stragrande maggioranza della famiglia apprese con NOTEVOLE stupore che ero una femmina.Le reazioni furono entusiaste, vistochè, ricordiamocelo, ero la prima di quella che sarebbe stata una LUNGA serie di cugine/i.
Dunque, La ZiaPazza si precipitò all'istante cercando di produrre un effetto imprinting sulla frugoletta, cosa che in effetti le riuscì abbastanza bene; la nonna materna finalmente smise di tenere il muso all'autrice dei miei giorni, ricominciò in effetti a parlarle constatando è proprio bella, con tutti questi capelli neri e gli occhioni scuri oh toh guarda che bizzarre orecchie pelose(si si, avevo degli inquietanti peli sulle orecchie, adesso non li ho più, giuro)e da lì in poi fu reciproco amore incondizionato e folle; la tribù venne tutta intera in visita, nonno materno compreso, arrivato fresco fresco (o forse dovrei dire caldo caldo)dall'Africa per assistere all'evento, e tutti si felicitarono assai.
Ma in effetti, alla tribù che balla quel giorno mancavano due componenti, oserei dire FONDAMENTALI: Nonno V e Nonna M.
Perchè non c'erano?
Ah, presto detto.
Appena saputo che ero una femmina il nonno impazzì.Ma non tanto per dire, impazzì davvero, e le cronache dell'epoca lo dimostrano.Di conseguenza, la cara nonna non potè venire a vedermi in quanto il nonno si approntava a festeggiare e lei, che sosteneva che non sarai mica una donna, tu che hai la patente, sicuramente non poteva prender su la macchina e partire. In compenso è stata preziosa testimone della follia completa del consorte.
PREMESSA NECESSARIA
Dovete sapere che, come ogni famiglia che si rispetti, fino a qualche anno fa noi si faceva il vino e di certo anche la grappa, tant'è ch io posso vantare di aver pigiato migliaia e migliaia di migliaia di migliaia di acini d'uva e di essermi completamente ubriacata per la prima volta alla veneranda età di anni otto, cadendo dentro un barile di mosto.Ne convengo, questo spiega molte cose, starete pensando, e se mi conosceste più approfonditamente ne spiegherebbe molte di più ve lo posso assicurare.
Ora, abbiamo da una parte un neononno di una splendida femminuccia e dall'altra due ettolitri di vino rosso e uno di vino bianco.
Secondo voi...cosa mai potrà aver fatto?
Come dite?Ha offerto da bere?
Si ma è il modo in cui l'ha fatto.
Ha dato pubblico annuncio dell'evento a vicini e parenti vari in attesa nel baretto sotto casa;poi, prese le chiavi e avvertita la moglie non so quando torno e in che codizioni torno, non prepararmi la cena(e qui vorrei ricordarvi che erano al massimo LE NOVE DEL MATTINO)aperta la cantina, ha preso dei secchi (si dei SECCHI) e ha iniziato a distribuire secchiate di vino, bevendo a sua volta direttamente dalla fonte, al grido di fino a che non l'abbiamo finito nessuno se ne va
In effetti, lo finirono tutto.
Verso le quattro.
Dopodichè il nonno, immagino non particolarmente sobrio, andò dal parroco.
Si, dal parroco, e gli intimò di suonare le campane della chiesa a distesa e ad oltranza;il poveretto obbedì, anche perchè il nonno aveva provveduto a regalare qualche tempo prima la croce di legno 2m per 3m che tuttora staziona di fronte all'edificio.
Inoltre, non pago, impose che ogni venerdì, da allora all'eternità più o meno, verso le cinque venissero suonate le campane per ricordare i miei natali.
La cosa bella è che in effetti questo ancora succede...e anche ora che sono lontana, ogni venerdì alle cinque penso a quel meraviglioso esemplare di nonno che ho e so che lui fa lo stesso-me l'ha confessato in gran segreto un paio d'anni fa-ringraziando chi di dovere per avermelo messo accanto.
Bene bimbi, la storia è più o meno finita qui, ma no vi preoccupate...ho milioni di aneddoti che riguardano la tribù che balla e che bene o male mi ha vista crescere, anche se non in altezza..
Pubblicato da LaPina alle 04:38 14 commenti
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domenica 22 giugno 2008
Yes, we can

Per dirvi che sono tornata dal mio viaggio intimista-goliardico.
E' una cosa che mi sono portata via dal giardino della Gina.
E direi che riassume perfettamente come mi sento e come è andata.
Ti voglio bene tesoro, ma proprio tanto.
Pubblicato da LaPina alle 07:54 5 commenti
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